Il Csa denuncia le condizioni della sede della polizia locale di Setteponti e collega la situazione allo sciopero proclamato per domani. Il segretario provinciale Roberto Prestigiacomo sostiene che gli agenti e gli ufficiali del Corpo siano costretti a lavorare in un ambiente caratterizzato da problemi di decoro, possibili rischi per la salute e carenze di personale.
Il sindacato ha diffuso una serie di fotografie con l’obiettivo di documentare gli ambienti del comando. Negli scatti, secondo il Csa, si vedrebbero auto di servizio sporche di guano di piccione, una situazione che il sindacato considera potenzialmente collegata alla trasmissione di malattie, oltre a presenza di acque scure negli spogliatoi e nella cella di sicurezza.
Le criticità segnalate nella caserma
Prestigiacomo afferma che i problemi negli spogliatoi e nella cella si manifestano da anni e ricorda che i primi episodi di esondazione risalirebbero al 2010. La situazione, sostiene il Csa, sarebbe stata segnalata più volte all’amministrazione comunale, anche insieme alle altre organizzazioni sindacali, alla Rsu dell’ente e agli Rls, senza che le criticità siano state risolte in modo definitivo.
Per il sindacato, l’attività della polizia locale a favore della cittadinanza deve essere accompagnata da adeguate garanzie per chi opera sul territorio. La richiesta riguarda quindi la sicurezza e la salubrità dei locali, oltre al decoro degli spazi utilizzati dagli operatori e dei garage dove vengono custoditi i mezzi di servizio.
La contestazione sull’organico
Nel documento diffuso in vista dello sciopero, il Csa contesta anche la gestione del personale. Prestigiacomo parla di una carenza strutturale determinata dal mancato e incompleto turn over e dalla presunta assenza di una pianificazione sufficiente rispetto ai pensionamenti previsti tra agenti e ufficiali della polizia locale.
Il sindacato critica inoltre l’eventuale giustificazione legata al recente insediamento dei nuovi amministratori comunali. Secondo Prestigiacomo, il principio della continuità amministrativa impone di affrontare anche le questioni ereditate dalle precedenti amministrazioni. Nella sua ricostruzione, dirigenti, segretario generale e responsabile della prevenzione e protezione avrebbero dovuto intervenire, ciascuno per le proprie competenze, per superare le condizioni denunciate.
Il Csa ritiene infine che l’obiettivo di arrivare a 100 unità, equivalente a un agente ogni mille abitanti in un capoluogo di provincia di circa centomila residenti, sia ancora lontano. Il numero indicato dal sindacato viene definito un traguardo non raggiunto, da perseguire attraverso una programmazione delle assunzioni coerente con le necessità del Corpo e con i futuri pensionamenti.